L’INVENZIONE

Ellepoems, MIEPOESIE

Tu non sei niente.

Sono stata io

a renderti qualcosa,

Io

a farmi nido dentro te.

Ma ho scelto

l’albero sbagliato,

quello spoglio

e senza radici.

 

Tu non sei niente.

Sono stata io

a trasformarti

nella volta celeste.

Ma non hai stelle

e mi son perduta.

Il buio inghiotte,

non guida.

Mi sono smarrita

perchè in te

non esisteva

alcuna strada.

 

Tu non sei un luogo

e non sei un nido,

tu non sei un albero

e non sei un cielo.

Tu non sei voce

e non sei poesia.

 

Tu non sei.

 

(Giovanna Lacedra 2016)

 

 

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La soglia

Ellepoems, MIEPOESIE

Esiste per tutto una soglia.
La soglia oltre la quale la pazienza non esiste più.
La soglia oltre la quale la fiducia non esiste più.
La soglia oltre la quale la resistenza non esiste più.
La soglia oltre la quale i sogni non passano.
La soglia oltre la quale le bugie, anziché nascondersi, galleggiano.
La soglia oltre la quale tu stessa non avresti mai voluto passare.
Ma spinta a strattoni
non hai più potuto fingere di non avere occhi per vedere
le stesse cose che avevi già visto
e innumerevoli volte perdonato.
Perchè esiste una soglia anche per il perdono.
E il perdono non esiste più, oltre quella soglia.
Esiste una soglia oltre la quale arrivi stanca a capire
che gli schemi si ripetono
e i copioni si ripetono
i vizi si ripetono
le bugie si ripetono
le nevrosi si ripetono
i tradimenti si ripetono
le compulsioni si ripetono
e le scoperte
sono
ogni volta
le stesse.
Esiste una soglia, sempre.
Una soglia oltre la quale le maschere cadono
e gli improvvisati si rivelano.
Una soglia oltre la quale
scopri ogni volta le stesse ombre
e ti lasci ferire dalle stesse lame.
Esiste una soglia oltre la quale
conosci a memoria la forma delle ombre
e la lucentezza delle lame.
Sai perfettamente cosa ti spaventerà
e cosa ti ferirà.
Esiste una soglia oltre la quale il trauma
è dannatamente sempre uguale a se stesso.
Si ripete
e non ti sorprende.
Ma pur senza sorpresa, ti devasta.
Esiste una soglia oltre la quale
ne hai davvero abbastanza di andare,
una soglia frapposta tra la dimensione del sogno che ti ha illuso
e quella dell’incubo che milioni di volte ti ha svegliato.
Esiste una soglia oltre la quale sei così tante volte andata
da conoscere a memoria ciò che ti aspetterà.
Esiste una soglia.
Forse devi capire questo.
Che tra ciò che è pulito e ciò che non lo è
esiste una soglia che non avresti mai voluto oltrepassare.
Esiste una soglia oltre la quale
o ti riprendi te stessa – e la solitudine del tuo cuore –
oppure continui a lasciarti disintegrare.

[Giovanna Lacedra | 5-2-16]

INFRANTA

MIEPOESIE

Infranta –

la pagina bianca,

la voce, la vita.

La roccia del mio cuore

stretta

nel tuo pugno.

 

Infranta –

la lingua che lecca

e ferita raccoglie

il sale

di lacrime pungenti.

 

Infranta –

la bolla di silenzio

in cui

tacevo

il bisogno e la paura.

 

Infranta –

la quinta dietro cui

sibilavano

le grida.

 

Il tuo nome

si frantuma.

E baci –

su baci su baci

cadono a pezzi

su pavimento.

 

 

Giovanna Lacedra 2015

GRANDINANO BRICIOLE (di luce e di te)

MIEPOESIE

Silenziando il sogno

il tuo nome

si sfarina.

 

Pane di luce

sputato via dall’Empireo,

come un coagulo

di Paradiso.

Ridotto così

a qualche grammo

di niente.

 

C’era una volta il presente

e ora

non è che brace.

 

Ma la brace non tace e grida.

 

Come non tace

l’artiglieria

della tua voce.

 

E tuona ancora

storie

non mescolabili alla dissolvenza.

 

 

[Giovanna Lacedra 2015]

SAMUEL

MIEPOESIE

Sottilmente trattengo

quella goccia

di flebile pulsione;

cristallo

di voce infranta,

che di lacrima

in stagno

acutizza il suo lamento.

 

È un grido senza inciso,

un grido che non chiama,

un figlio che non nasce…

…amore che non si ama…

 

[Giovanna Lacedra | 2000]

 

                                                   

 

 

 

LA VIOLAZIONE FELICE

MIEPOESIE

Confesso:

sei tu la mia gloria,

il mio traguardo esiste

nell’umido fremito

della tua feritoia

(e cola il coraggio di avermi).

 

La dissoluzione del male

esplode nel peccato

delle tue curve accese

e arrese all’ignoranza

( prendimi…o perdimi…).

 

Ti amo perché non sai

e la tua incoscienza di Eva

detta il miraggio

di una sontuosa strada di luce.

Quasi ti perdo… avendoti…

(e la carne si macchia di sapienza).

 

(Giovanna Lacedra | 2002)

FATAMORGANA

MIEPOESIE

Desiderio

delle tue

labbra schiuse

su me,
ovunque
inarrestabili.

 

Non vedi?

 

È l’orizzonte

che improvviso

si avvicina.

È la terra

che si muove

verso la terra,

su acque

di piatta

profondità.

 

Non vedi?

 

Nei miei occhi

assetati

ciò che non esiste,

c’è.

 

Ed è concreto

come carne,

come dita,

come

l’incantesimo

di due labbra

che si fanno

bacio

e

ferita di luce

sulla pelle.

 

Qui,

nel mare.

Qui,

in una goccia

di me.

 

Non vedi?

 

La tentazione

mi sospende

nell’aria

ferma.

 

È una goccia rifranta.

 

È sogno

trasposto

nelle tue

mani.

 

(Giovanna Lacedra | 2009)