IL CASTELLO ARAGONESE DI VENOSA

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Meraviglie Lucane di casa mia:

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Somiglia al Maschio Angioino di Napoli, questo castello –
una fortificazione a pianta quadrangolare con quattro torrioni cilindrici angolari, posti ai vertici del quadrilatero, e un fossato difensivo con ponte di pietra dinanzi alla facciata principale – che sorge all’estremità meridionale di Venosa (oggi cuore del centro storico e della movida serale) e che fu edificato dal duca Pirro Del balzo, a partire dal 1470. Proprio Pirro scelse questa strategica ubicazione: alla confluenza del vallone del Reale e del vallone del Ruscello. Per far spazio a tale maniero bisognò demolire la cattedrale romanica. castello 02
Venosa veniva da un dominio svevo prima e angioino poi, ma proprio in questi annì finì sotto il dominio aragonese: nel 1486, infatti, Alfonso d’Aragona conquistò il borgo, e Pirro prese la dura decisione di sottomettervisi. I quattro torrioni a base scarpata, esattamente come quelli del Maschio Angioino, contenevano le armerie, mentre nei sotterranei erano ubicate le prigioni.
Pare che lo stesso Pirro sia morto proprio qui, strangolato nel suo stesso castello a seguito della congiura dei Baroni.
E fine più triste non avrebbe potuto fare!
Secondo una leggenda popolare ogni 24 ottobre, festa di San Felice, di notte si svolgerebbe una processione di anime purganti e martiri cristiani, proprio laggiù… nel fossato difensivo.

Io non ho mai osato affacciarmi!

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[Giovanna Lacedra]

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PERSEO TRIONFANTE CON TESTA DI MEDUSA

LaVoceDellOpera

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E va bene Perseo! Me l’hai fatta!

Sei stato più forte e lungimirante di me.

Mi hai tagliato la testa con l’inganno.

Sei giunto sin qui mentre dormivo, senza fare rumore. Non ho potuto svegliarmi perchè il capestio dei tuoi passi sul terreno era inesistente. Hai volato, Perseo.

Hai volato.

Sei venuto sin qui per ammazzarmi, in volo. E senza che io potessi accorgermi di nulla. Senza che nessuno potesse vederti. Invisibile e inconsistente. Il tuo giovane corpo, dai volumi Michelangioleschi e dalla perfezione Policletea, riempirebbe di stupore e ammirazione qualsiasi sguardo. Ma nessuno ti ha visto attraversare questo bosco di pietra.
Sei arrivato qui indossando i calzari alati di Mercurio, l’elmo dell’invisibilità di Plutone, e con il tuo affilato falcetto di diamante hai preso la mira guardandomi riflessa nello scudo di Minerva, cosicchè se anche avessi aperto gli occhi, il mio sguardo di Gorgone non ti avrebbe impietrito.

Sei stato astuto. Me l’hai fatta. Bravo!
Hai ucciso Medusa, la Gorgone che nessuno poteva guardare negli occhi.
Ora mi sovrasti, trionfi gravitando sul mio torace. Il mio corpo decapitato è tappeto per i tuoi piedi.

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Il mio collo fiotta sangue. Ancora e ancora.
Ma tu, da 463 anni, mostri al mondo la mia testa come un trionfo.
Io sono il tuo trionfo.

[Giovanna Lacedra]

 

BENVENUTO CELLINI

“Perseo trionfante con testa di Medusa”

fusione in bronzo a cera persa e piedistallo in marmo

Altezza: 550 cm

Anno: 1554

Firenze – Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria.

Committente: Cosimo I duca De’ Medici

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